La commissione regionale sta preparando la bozza dello statuto del PD FVG. Saranno consentiti 2 o più mandati elettivi? 2 consecutivi o alternati (2, pausa, 2, pausa, 2)? Come saranno scelti i candidati alle varie elezioni politiche e amministrative? Dalle segreterie o dalle primarie? In questa fase, nella quale ritengo necessario un rinnovamento di idee e di persone, sarebbe opportuno che venissero scelti con le primarie soprattutto i candidati da immettere nelle liste bloccate, cioè per le politiche e per le provinciali. Altrimenti non sarebbe possibile contestare la legge porcata di Calderoli. Aureo

Vedo G dopo un po' di tempo: "Sai, ho votato alle ultime elezioni Boris Pahor, perché mi piacciono i suoi libri e a 95 anni non ci si candida per la poltrona. Per ora, come elettore, sono in aspettativa e ho voluto mandare un segnale al PD" . Una puntura di una zanzara. Ma ce ne sono altri 4 milioni di segnali, quanti sono i voti persi, che dovrebbero far riflettere. Poi ci sono 3 milioni di votanti alle primarie, che hanno scelto la conservazione, che di per sè non è un male, ma probabilmente ora è troppo poco. Aureo
Calearo abbandona il PD (è una non-notizia) per aderire al nuovo partito di Rutelli (diventato
leader del PD perché più bello di Amato come candidato contro Berlusconi tanti anni fa). Tabacci aderisce (altra non-notizia, ma di senso opposto: era fuori posto nel partito di Cuffaro).Altri ci stanno pensando. Linda Lanzillotta vi aderisce, «perché è fallito un progetto ... Il Pd non è riuscito a fondere le culture tradizionali con quelle innovative… Le primarie hanno riesumato vecchie identità, più rassicuranti ma inadeguate». Pone una questione relativamente nuova: il problema del PD è il suo elettorato, l’ex “zoccolo duro”. Certo che la nota fama di Bersani come amministratore potrebbe essere insufficiente a indicare il PD come punto di riferimento per il rinnovamento del Paese. C’è necessità di dare voce e speranza a chi ritiene che sia il futuro la meta della propria vita e non lo sguardo al passato, dove le sezioni e le feste dell'Unità riuscivano ad essere un forte collegamento con la gente. Ora non più. Anche perché se si deve parlare con la gente, bisogna prima saper ascoltare e solo dopo saper dare le risposte appropriate e non sentenze, come molti ritengono che un partito debba dare. Aureo
mercoledì 11 novembre 2009, ore 18.00, al caffè San Marco (Trieste),
presentazione del libro “disciplinaliquida” di Franco Del Campo
dalla Nota dell’autore
“Questo è un piccolo libro contaminato. Ci sono ricordi, c'è tanto sport, ma ci sono anche pezzi di scuola, di politica, di storia, di filosofia e di cinema. C’è anche il tentativo di stabilire un "contatto" con chi ha la ventura di essere giovane oggi, che –come tutti e da sempre- fa una fatica disperata per costruirsi un'identità individuale e collettiva.”
L’opera di miglioramento della Pubblica Amministrazione da parte del ministro Brunetta
è facilitata da due aspetti, la diffusa opinione che i dipendenti pubblici lavorino poco e male e che il merito sia il vero motore del rinnovamento. Per quanto riguarda il primo, è vero che la produttività della nostra Pubblica Amministrazione (soprattutto al Sud) è inferiore a quella di molti altri Paesi europei, a causa della lentezza dei processi decisionali e della tendenza ad evitare le decisioni difficili. Questo ha ragioni storiche, ma è anche frutto della scelta consociativista di decenni fa, quella di dare un lavoro a chi non rientrava nel mercato del privato, in ragione di una più ampia stabilità economica e politica, che prevedeva anche un ritorno ai partiti in termini di consenso elettorale. Affinché ciò avvenisse, lasciava all’individuale senso dello Stato e del dovere dei singoli lavoratori, a tutti i livelli, ampia discrezionalità sul modo di intendere il proprio lavoro.
L’altro aspetto che aiuta il ministro è la duplice e in parte contraddittoria lettura che si dà del merito, che crea una certa confusione nell’elettorato di sinistra, che intende giustamente penalizzare il demerito, il nepotismo e il clientelismo, ma che spesso sorvola sui limiti della meritocrazia, come proposta dalla destra, confondendo merito con competenza.
La meritocrazia prevede che
Sandro Maran vede così la vittoria di Bersani con un PD "...che appare fortemente ridimensionato rispetto a quelle che furono le sue ambizioni di partenza ..."e la campagna per un centro immobile di Rutelli.
http://www.alessandromaran.it/blog/il-centro-immobile .
Cacciari invece vede come un dramma quello che si profila nel PD, visto come una vittoria di D'Alema e il ritorno al centrosinistra da Prima Repubblica. Dice che non gli interessa culturalmente. A me sembra più che altro un tentativo di rispondere alle esigenze di una società cambiata con gli strumenti culturali di decenni fa, riadattati ma immessi sullo stesso impianto. E' come mettere la tecnologia attuale su una macchina precedente al 1989. Non la comprerebbe nessuno che non sia un nostalgico o uno sparagnino. Ma chi più spende, meglio spende qualche volta: meglio quindi spendere energie in politica, per guidare un'auto nuova nel traffico economico, politico e sociale sempre più convulso di questi tempi. Da Bersani comprerei un'auto usata, ma preferirei che mi vendesse una nuova.
http://www.corriere.it/politica/09_novembre_02/guerzoni-cacciar-addio-politica_03612156-c790-11de-ace9-00144f02aabc.shtml
Intanto prosegue la luna di miele di Gigi Bersani con i suoi, che non è ancora l'unità invocata ma poco ci manca, almeno per la base che l'ha votato. Vedremo ( come andrà con gli altri), disse l'orbo. Aureo
Sul suo blog civati.splinder.com Pippo Civati, nel post del 27 ottobre, chiede ai suoi affezionati lettori un’analisi sul voto del 25 ottobre. Inizia con quelli che ritiene i suoi errori. Praticamente un’anomalia italiana, un politico che parla dei suoi errori e chiede ” Vi voglio spietati, però. I complimenti, ora, non servono.” Invece riceve più complimenti che altro, ma si sono anche suggerimenti e analisi interessanti. Noi, aTrieste e in FVG, dove abbiamo sbagliato? Sotto trovate il mio commento. Aureo Nell'idea di aver ragione sta l'immobilità dei siciliani. IL GATTOPARDO.
Nell'idea di aver ragione sta l'immobilità della sinistra. La ragione si cerca, non si raggiunge né si possiede. Edi
generale nel PD-PD maggioritario, come presentato da Marino e Franceschini e ha preferito ritornare al classico, sia come volti sia come sistema delle alleanze, variabili in questo caso. Così l'elettore è libero di votare chi lo rappresenta di più, delegando alla contrattazione delle segreterie la forma di governo. Com'era una volta, quando era stato deciso di cambiare perché non funzionava. Forse in questa fase, però, potrebbe essere una delle soluzioni migliori se si volesse solamente mandare via Berlusconi (sarebbe già tanto, ne sarebbe contento, probabilmente, anche più di qualcuno nel centro destra ). Se si volesse invece pensare anche a governare, è troppo poco. Diamo fiducia al segretario Bersani e vediamo cosa propone e in che tempi. Se ci si abbandona ai vecchi schemi della politica di (centro)-sinistra, tempo ci sarà prima di tornare a vincere e a governare. Se ci sarà un cambio di rotta, non visto chiaramente però in quanto Bersani ha detto e scritto in tutta la campagna congressuale, potremo vedere prima dei risultati apprezzabili. Aureodi Franco Del Campo
“Cosa ne pensa dell’ora di religione islamica?”. La domanda, in classe, arriva inesorabile e quasi non ho voglia di rispondere (l’esitazione dura 8 decimi di secondo) perché stiamo trattando l’illuminismo e vorrei parlare della laicizzazione dell’etica dopo la dissoluzione del principio di autorità a causa del “tribunale della ragione”. Ma come si fa a non rispondere? Dall’altra parte, rispondere a queste domande “ex cathedra” è pericoloso proprio per l’autorità che il docente ha (o dovrebbe avere) dentro il suo ruolo. Allora la risposta deve essere relativizzata, ridotta (come in effetti è) a mera opinione personale, che vale poco o nulla, che può essere accettata, confutata o butta via. A mio avviso, infatti, non si dovrebbe parlare di una nuova “ora di religione”, questa volta islamica, per una sorta di cortese ospitalità.

http://www.youtube.com/watch?v=-NpFyDYgNc4
Una caduta di stile o la volpe perde il pelo ma non il vizio? Una volta, quando ci si allontanava dal pensiero unico, si diventava nemici. Ora si può perdonare, basta che la pecorella smarrita torni all'ovile. Tornerà Marino all'ovile di D'Alema? Deciderà Ignazio Marino. Ma se continua così, temo non torneranno tanti elettori, non tutti pecorelle. Aureo
PS la voce non corrisponde in qualche punto al labiale. Ma la voce è di D'Alema. Falso? L'ha postato Debora S su Fb. Vediamo cosa succede.
Anche Goffredo Bettini scrive un libro “pd anno zero” e annuncia che dopo il 25 ottobre
abbandonerà Marino per giocare in prima persona. Spara a zero su Bersani e Franceschini. Niente di nuovo. Alcuni PD storici mi confermano: "Non esiste che uno appena arriva, si propone subito per avere un ruolo nelle liste di queste primarie; nel PD bisogna far gavetta e partire dal territorio, diffondere il giornale e parlare con la gente come abbiamo sempre fatto". Niente di nuovo. Aureo
e non i suoi parlamentari».
L’ora di Islam a scuola? Riprende in parte l’idea dei progressisti di studiare a scuola storia delle religioni piuttosto che fare catechismo, solamente per l’ampliamento dell’”offerta”, ma è più orientata verso la seconda ipotesi. D’Alema è d’accordo. Parla lui, come fa da tempo, a nome del PD, impegnato in una strenua battaglia congressuale in cui lui sta fuori perché parla già a nome del PD, senza avere nessun incarico. Sarebbe interessante capire cosa ne pensa Bersani! Farete il Partito D’Alema &figli? O Bersani&co?
Il confronto tra i 3 candidati alla segreteria è finito alla pari, ovvero
messi assieme farebbero un ottimo segretario ovvero nessuno è IL segretario ideale. Molte convergenze, ma anche divergenze, tanto da pensare che sarà difficile che, dopo questo congresso, il PD riparta alla grande, con problemi interni irrisolti. D’altra parte è un convegno per contarsi, per nominare un segretario e non per creare la chiara identità e il progetto condiviso. Insomma, per ora, non c’è stato un vero vincitore e un vero sconfitto. 
Ora di parla di espulsione della Binetti dal PD perché ha votato contro le indicazioni del partito. Questo non succederà, creerebbe un ulteriore problema al PD. Formalmente poi il parlamentare risponde alla sua coscienza e non agli ordini del partito, in quanto rappresenta l'elettorato che lo ha votato Peccato che lei non lo sia stata, in quanto nominata dalla segreteria PD e messa in una lista bloccata, rovina di una democrazia. matura Non da meno sono le liste bloccate con le quali si vota ora l'assemblea nazionale e regionale per il congresso PD. Ricordo di un dibattito televisivo nel quale il buon Bersani contestava la legge elettorale al centro destra. La replica del suo intelocutore fu ovvia:" Ma cosa parli, visto che ci sono nelle vostre primarie!". Silenzio di Bersani. Ma forse la Binetti se ne va, con altri, alla fine del congresso, con buona pace di tanti. Ma il problema del rapporto tra cattolici timidi laici e i laici maturi, anche cattoilici, temo che resti. Aureo
Leggo un vecchio numero (23 luglio) di Italians Magazine di Beppe Severgini. Riporto alcuni punti
Chi è stato nel PCI, ha avuto le sue carte e le ha giocate Ora tocca a qualcun altro, meno vulnerabile. ...infatti, ma l'accusa "Comunisti!"fa ancora presa. Ecco perché il Capo, quando è in difficoltà, la tira fuori. Ma gli ex PCi accettano di pensionarsi?NO. E poi i Democratici cercano il loro Obama...Il nuovo leader del PD deve avere il coraggio di rompere con il passato. Finché Enrico Berlinguer sarà il faro puntato sul futuro, buonanotte.
Poi Beppe boccia tutti gli attuali leader dell'opposizione. Va be', questo è fare un goal a porta vuota.
Berlinguer resta un mito e tale era anche prima della sua tragica morte. Forse perché ha parlato della questione morale che qualcuno confonde ancora con quella politica.
Aureo